mercoledì 6 giugno 2012
E GUARDO IL MONDO DA UN OBLÒ
Quando
il tempo è sereno, il cielo non ha quell'aspetto tetro e spettrale, ma quella
velatura che crea deliziosi spiragli di luce mi piace guardare la città dal vetro
del tram... Osservare le persone e le vetrine dei negozi...un ottimo modo per
aggiornarsi sulle tendenze di stagione senza perdere tempo... Si concilia
perfettamente il dovere del viaggio con il piacere di farsi qualche idea su ciò
che va e non va di moda. Che poi se ci pensiamo bene la moda alla fine è una
trottola che gira su sé stessa. Quante volte torno a casa con un acquisto di
cui vado estremamente fiera e mia mamma esclama sospirando: “Sai quanti ne
avevo io….alla mia epoca andavano di moda”. Eh già è proprio così… le mode
passano ma poi fanno inversione a U e tornano. Da piccola vantavo una
collezione ben assortita di fuseaux: di ogni colore e fantasia. Se ci ripenso
non so davvero come potevo strizzarmi dentro quei campi di fiori o quegli
stormi di farfalle. Avevo le espadrillas, le camicie col colletto tondo, le gonne
a pois e a righe. I sandaletti da crucca che mi metteva mia mamma per andare in
spiaggia. Avevo un’infinità di cerchietti e mollettine fluo.
E voi vi ricordate
quali capi must vantavate nel vostro guardaroba d’infanzia?
martedì 5 giugno 2012
E QUANDO ARRIVA LEI...
Dopo tanta attesa nacque. Ero
veramente felice.. finalmente qualcuno a farmi compagnia… Invece faceva solo
due cose: mangiava e dormiva, dormiva e mangiava e soprattutto era al centro
delle coccole di mamma e papà. Forse i
troppi anni di differenza, forse che da piccola io avevo proprio un bel
caratterino però a me non stava proprio simpatica. Tutti attorno a farle i
versetti - ancora ignoro perché noi
adulti di fronte ad un neonato iniziamo a creare un alfabeto alternativo fatto di
versi strani impronunciabili – e lei che sorrideva e agitava manine e piedini.
Poi ha cominciato a camminare e li me la trovavo sempre appiccicata che mi
toccava tutti i miei giochi. E nonostante le incomprensioni generazionali – io
che imparavo a scrivere e lei a parlare, io che andavo in vacanza da sola e lei
che imparava a scrivere – oggi riguardo le nostre foto e mi appare un sorriso
in volto. Quei riccioli che andavano un po’ di qua e di la e quel sorrisetto
sempre ben in vista. E pian piano che il tempo è passato la differenza di età
si è ridotta… e io non potrei fare a meno di lei che mi rompe, che mi fa venire
i 5 minuti ma che poi quando facciamo pace mi salta addosso e mi fa il
solletico.
lunedì 4 giugno 2012
LE PERLE DELLA NONNA (Parte Prima)
Mia nonna e' fonte d'ispirazione. Ogni tanto esce con i suoi ragionamenti e non manca di farmi riflettere...
Qualche giorno fa ad esempio si e' parlato di "comunicazione"... Resta sempre immobilizzata dalla velocità con cui schiaccio i tasti della mia tastiera sull'iphone per mandare un messaggio... Mia nonna non ama la tecnologia.
La trova non emozionale e per certi versi ha ragione. Mi racconta sempre com'era bello prendere carta e penna o inserire un foglio nella macchina da scrivere e farsi trascinare dai pensieri scrivendo lunghe lettere... E quanto fosse meraviglioso aprire la casella della posta e veder spuntare quella busta tanto attesa. Aprirla e perdersi per qualche minuto dentro quelle pagine, lungo quelle righe, e sentirsi più vicini al mittente.
2012: noi mandiamo sms, spesso abbreviando le parole, mandiamo mail, e telefoniamo. La tecnologia brucia l'attesa. Tutto e' immediato. Siamo nell'era del concentrato. Tutto deve essere coinciso e breve. Premesso che al giorno d'oggi se un giorno dimentichi il telefono a casa o ti si scarica la batteria ti senti isolato dal mondo, mi manca scrivere lettere o anche inviare le cartoline che ormai quasi non si usa più...
domenica 3 giugno 2012
C’E’ CHI SCENDE E C’E’ CHI SALE
Fin da piccola, quando avevo i boccoli, le gonnelline tutte svolazzanti e vantavo una ricca collezione di fuseaux di ogni colore, tinta e tema avevo la fissa per le scale… Nonostante la mia pigrizia mi inserisca nel gruppo: “la vita è fatta a scale c'è chi scende è c'è chi sale! io prendo l'ascensore”, ho esasperato all’inverosimile i miei senza alcun successo, per abitare in un appartamento con le scale…. O almeno con uno scalino! Si perché Pinuccia… (la nonna) prima di dividere l’appartamento aveva uno scalino che portava dalla zona giorno a quella notte e io facevo su e giù all’infinito. Ok forse ho visto troppe volte Cenerentola che scendeva la scalinata per andare dal suo Principe però le scale mi mettono serenità… e poi ti fanno vedere il mondo da una prospettiva diversa… se salgo su uno scalino sembro meno nanetta… cmq è deciso nella mia casetta dei sogni uno scalino ce lo metto: magari prima di arrivare alla vasca da bagno… o davanti all’armadio… così non mi devo issare sulle punte per raggiungere la gruccia.
venerdì 1 giugno 2012
URGE PIANO B
Credo che la parola più diffusa in questo periodo sia crisi. La leggi sui giornali, l’ascolti alla televisione…ormai è qualche annetto che è diventata una parola di tutti i giorni. In metro mi capita spesso di sentir parlare persone che dicono: “in tempo di crisi bisogna risparmiare” “sai com’è…c’è la crisi”. Partiamo subito col dire che non ho nessuna intenzione di criticare politici e casta che non si riducono lo stipendio o il regno Vaticano che ancora non paga le tasse perché quei patti lateranensi non si scalfiscono con gli anni. Dopo accurate riflessioni ho deciso che urge piano B. Mi sa che urge anche il C…onde evitare che il precedente non abbia successo. E visto che ormai noi giovincelli il posto fisso non lo vedremo nemmeno con il binocolo; prepariamoci a farci un cv degno di una lista della spesa. Io nel mio piccolo per il momento scrivo questo blog e inizio il mio piano B. Nel frattempo rispolvero il tedesco per comunicare con i crucchi e mi getto in una full immersion con: impara lo spagnolo in 30 giorni!
PIZZI E MERLETTI
Ultimamente sono circondata dal pizzo... Ormai è moda... Il vestito in pizzo, la maglia in pizzo e la borsa con i ricami in pizzo... I colori impazzano... Il pizzo fa parte della mia infanzia... Mi ricordo ancora tutte le volte che mia nonna, quando venivano ospiti o c'era un pranzo di famiglia, tirava fuori la tovaglia in pizzo tramandata di mamma in figlia... E tuttora mi viene in mente quando mia mamma tira fuori i cimeli del corredo profilati in pizzo... Ho iniziato a rispolverarlo quando ho deciso di comprarmi un tubino bianco in finto pizzo. Da piccola invece avevo una gonnellina in pizzo di sangallo che custodivo gelosamente. Ormai credo si sia capito che i miei lobi stanno agli orecchini come il pane con la nutella. Mi piace scovare posti particolari che ti fanno sentire a casa e, recentemente, ho aggiunto un indirizzo ai nei negozietti di Milano preferiti... Tità' è il suo nome, a pochi passi dal centro fuori dalla frenesia di tutti i giorni. L'arte dell'arrangiarsi e dell'essere creativi e' il risultato di questo luogo: mamma e figlia uniscono la passione per i pizzi e i merletti e creano opere d'arte... Orecchini di ogni colore, forma e fantasia...c'è l'imbarazzo della scelta... Leggeri, eterei e nello stesso tempo preziosi ed eleganti. Io ci sono stata e non ho saputo resistervi.... Perché mi piace? Perché sono una fan della creatività e dell'unione fa la forza... Perché hanno saputo creare dal niente uno spazio prezioso e conosciuto. Perché sono innovativi, particolari e unici... E poi perché pizzi e merletti fanno parte di me.
Tità Via Melzo, 12
Iscriviti a:
Post (Atom)




































